Marginalità · 6 min di lettura

Margine di contribuzione: perché il fatturato ti sta mentendo

Vendere di più non significa guadagnare di più. Il numero che lo dice davvero è un altro.

«Quest'anno abbiamo fatturato il 20% in più.» È la frase che ogni imprenditore ama pronunciare. Eppure, troppe volte, alla fine dell'anno la cassa non lo conferma. Come è possibile fatturare di più e guadagnare uguale — o meno? La risposta sta in un numero che il fatturato, da solo, nasconde: il margine di contribuzione.

Cos'è (in una riga)

Il margine di contribuzione è ciò che resta dei ricavi dopo aver tolto i costi variabili — cioè i costi che cambiano al variare di quanto produci o vendi (materie prime, provvigioni, lavorazioni esterne, trasporti). È la parte di ogni euro venduto che contribuisce a coprire i costi fissi e, una volta coperti, a generare utile.

La struttura è semplice e potente:

Perché il fatturato inganna

Due prodotti possono avere lo stesso fatturato e marginalità opposte. Immagina di vendere 100.000 € di prodotto A (costi variabili 40%, quindi 60.000 € di margine) e 100.000 € di prodotto B (costi variabili 85%, quindi 15.000 € di margine). Stesso fatturato, ma A "contribuisce" quattro volte di più. Se la tua crescita è fatta soprattutto di prodotti come B, il fatturato sale e l'utile no. Il fatturato misura il volume; il margine di contribuzione misura il valore.

L'errore più costoso: eliminare un prodotto "in perdita"

Qui casca quasi tutto il mondo delle PMI. Guardando il costo pieno (che ribalta anche i costi fissi su ogni prodotto), una linea può sembrare in perdita. La tentazione è chiuderla. Ma è quasi sempre un errore.

La regola d'oro del controllo di gestione è netta: per decidere se eliminare un prodotto non si guarda il costo pieno, si guarda il margine di contribuzione. Finché un prodotto ha un margine di contribuzione positivo, sta contribuendo a coprire i costi fissi — costi che, se chiudi la linea, resterebbero comunque (l'affitto del capannone non sparisce). Eliminarlo non elimina quei costi: li scarica solo sugli altri prodotti, peggiorando il risultato complessivo.

In termini differenziali: una scelta conviene solo se i ricavi e i costi che spariscono sono inferiori al margine che perdi. Un prodotto "in perdita" a costo pieno, ma con margine di contribuzione positivo, di norma va tenuto.

Come usarlo, in pratica

Il punto

Il fatturato è la prima riga del conto economico, ed è la più rumorosa. Ma è il margine di contribuzione a dirti dove stai effettivamente guadagnando e dove stai solo facendo girare cassa. Quando lo calcoli per ogni prodotto e cliente — e lo tieni aggiornato in automatico dai tuoi dati — smetti di decidere "a sensazione" e inizi a decidere sui numeri giusti.

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